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Palazzo nuovo, I. e II. corte

Il Castello di Praga oggi è la sede del presidente della Repubblica, che occupa gli spazi del Palazzo nuovo. Le sue ali furono costruite dall’architetto viennese di corte Nicola Pacassi negli anni 1763–71, alle quali unì i singoli palazzi del castello, in particolare quelli dei tempi di Rodolfo II.

Nella parte occidentale, in direzione di piazza Hradčany, c’è sempre stata l’entrata principale al Castello di Praga. Prima, al posto dell’attuale Prima corte, c’era un burrone, che separava il lembo di terra del Castello di Praga dall’adiacente quartiere Hradčany. Nel corso del X secolo, fu trasformato in un fossato profondo, che nel XIV secolo fu integrato da altri due fossati. N. Pacassi trasformò l’entrata millenaria del castello e, rinterrando i fossati, creò lo spazio del Primo cortile. In pratica si tratta della Corte d’onore, dominata dalla Porta dei Giganti ornata di statue, opera di Platzer (1770–71), e dalla Porta di Mattia tardo gotica del 1614, nell’ala occidentale del Palazzo nuovo. Il suo aspetto architettonico dà un’idea di quale aspetto dovessero avere le costruzioni rudolfine presso il Castello di Praga. L’autore fu probabilmente l’architetto di Rodolfo, G. M. Filippi.

L’ala occidentale è separata dal corridoio d’entrata della Porta di Mattia, la parte sud contiene interni decorati in stile rococò del Settecento e la parte nord è dominata dalla Sala delle colonne di Josip Plečnik (1927–31), il cui stile originale ma rispettoso della tradizione conquistò il nostro primo presidente T. G. Masaryk.

La parte nord dell’ala occidentale continua fino agli spazi più rappresentativi della parte presidenziale del Castello di Praga – cioè la Sala spagnola. Rodolfo II la fece costruire per le feste della corte negli anni 1602–06. L’aspetto attuale dei suoi interni è in stile neobarocco. Fu creata contemporaneamente all’ala nord, in cui sono presenti, già dall’inizio del Cinquecento, anche le scuderie. Oggi vi si trova la Pinacoteca del Castello di Praga. Anche se nettamente inferiore a quella rudolfina, la sua collezione di opere è una sua degna erede (L. Cranach senior., H. von Aachen, Tiziano, P. P. Rubens, J. Kupecký).

La Torre bianca, nell’ala centrale del Castello di Praga, serviva, fino ai tempi di Rodolfo II, come prigione; l’imperatore, amante dell’arte, vi creò l’armeria e poi uno spazio per le sue collezioni d’armi. Nel secondo piano della Torre bianca, è conservata fino a oggi una parte della decorazione originale rudolfina – un affresco allegorico, opera del famoso Bartolomeo Spranger (degli anni ‘80 del Cinquecento). È triste che del periodo rudolfino sia sopravvissuta solo quest’opera.

Negli spazi della Seconda corte domina la Fontana barocca di Jeroným Kohl (1686), il pozzo rinascimentale con copertura decorativa del Settecento e la Cappella della Santa Croce (1758– 1763) costruita su progetto di Pacassi dal Lurago. Gli arredamenti interni d’epoca furono completati nell’Ottocento.

Le ali del palazzo della Seconda corte oggi servono come rappresentanza ed ufficio del presidente. L’architetto di T. G. Masaryk, J. Plečnik, continuò con le sue leggere modifiche Le finestre della Sala Vladislao hanno già un carattere rinascimentale degli interni in stile rococò e classicheggiante (1920–34: Impluvium, spazio centrale dell’appartamento presidenziale, fra l’ala sud e quella centrale, Sala delle arpe, nonché l’ascensore, ecc.). Negli anni novanta del Novecento le ali del Palazzo nuovo nella Seconda Corte sono state ravvivate dall’arte contemporanea delle opere di B. Šípek (architetto del presidente V. Havel). La tradizione, al Castello di Praga, si unisce alla viva contemporaneità.