overcast, rain
Su 16.6.
8/11°
overcast
Mo 17.6.
6/12°
overcast, rain
Tu 18.6.
4/11°

Cattedrale di san Vito

Vero cuore dello Stato Ceco e luogo più religioso per tutti i cechi, si trova al centro della Terza corte principale; laddove prima era situata la rotonda di San Vito, fondata nel 925, e più tardi la basilica romanica (dopo l’anno 1059), ora c‘è la Cattedrale di San Vito e la cappella di San Venceslao, interna all’organismo della cattedrale. Non è solo la cattedrale metropolitana degli arcivescovi praghesi, ma anche la cattedrale dell’incoronamento e l’ipogeo dei sovrani cechi.

,  Libor Sváček, archiv Vydavatelství MCU s.r.o.

Nella Cappella di San Venceslao giace il corpo del sovrano eterno e del patrono del nostro paese e, al di sopra della cappella, nella camera della Corona, è conservato il tesoro reale. La Cappella di San Venceslao fu costruita sotto Carlo IV da Petr Parléř (lavori terminati intorno all’anno 1367) e dimostra l’importanza di questo luogo. Si può dire che la sua pianta quadrata «trasgredisca» lo schema abituale dell’epoca; questo perché la tomba sacra del patrono principale del paese non poté essere trasferita, e quindi in questo modo Carlo IV la voleva mettere in rilievo. Le pareti della Cappella di San Venceslao sono coperte da pietre dure lucide e gli affreschi, di cui una parte raffigura la leggenda di San Venceslao, risalgono al XVI secolo, mentre la statua di due metri in pietra di San Venceslao (terminata nel 1373) e gli affreschi con la Passione di Cristo ed i ritratti di Carlo IV e della sua quarta moglie Eliška Pomořanská risalgono al periodo di Carlo, così come la volta della cappella a stella, assolutamente straordinaria. Gli altri arredamenti sono rinascimentali, tranne il lampadario dorato neogotico e la tomba d’altare di San Venceslao del 1913.

La dominante della facciata sud è la Grande torre sud, terminante con il ballatoio rinascimentale e una cupola a cipolla. Il nucleo è però di Parléř, così come anche la scala a chiocciola adiacente , miracolo tecnico di quei tempi. Il suo asse tre volte curvato e multidirezionale e l’intera struttura dà l’impressione di una leggerezza incredibile, perché il rivestimento esterno crea una rete decorativa a costoloni. L’autore fu probabilmente Petr Parléř († 1399) o i suoi figli e successori, Giovanni e Venceslao. Nella Torre grande è installato anche un orologio rinascimentale della fine del XVI secolo, rivestimento dorato per la finestra, donata da Rodolfo II, dietro la quale si nasconde la più grande campana locale – la Campana Zikmund di 16 tonnellate, opera di Tomáš Jaroš (1549).

,  Libor Sváček, archiv Vydavatelství MCU s.r.o.

Tra la Grande torre sud e la Cappella di San Venceslao si trova la Porta d’oro, l’entrata monumentale nella cattedrale. Il suo ingresso è inarcato in modo incredibile e sfrutta anche le coste vuote, cioè i sostegni della struttura liberi nello spazio. Sebbene la porta sia opera risalente agli anni ‘60 del XIV secolo, essa anticipa i procedimenti usati cento anni più tardi. La parete frontale esterna della Porta d’oro è decorata da un mosaico del periodo di Carlo IV, del quale vi è un ritratto con la sua quarta moglie Eliška Pomořanská. È stato fatto dai mosaicisti veneziani nel 1371, secondo progetti dei pittori cechi. Fino ad oggi è considerato il più grande e il più antico mosaico esterno a nord delle Alpi.

Oltre alla Cappella di San Venceslao e alla Porta d’oro con la Torre sud, P. Parléř terminò, insieme ai suoi collaboratori, anche il presbiterio della Cattedrale fino alla Sagrestia antica, coperta da una volta coraggiosa, insieme ad una chiave di volta pensile, fatto che all’epoca (1356) era una soluzione tecnica eccezionale.

La volta del presbiterio di P. Parléř è una delle volte a crociera più antiche in Europa (terminata nel 1385). Nell’officina metallurgica della Cattedrale di Praga nascevano, già durante la seconda metà del Trecento, forme architettoniche tardo gotiche, sviluppate poi, 50 – 100 anni più tardi, in tutta l’Europa centrale.

,  Libor Sváček, archiv Vydavatelství MCU s.r.o.

Il sepolcro di Přemysl Otakar II, insieme ad altri cinque sepolcri di sovrani Přemyslidi, ed il sepolcro del vescovo Jan Očko di Vlašim, occupano il pianterreno delle cappelle del presbiterio. Furono creati nel laboratorio di Petr Parléř negli anni ‘70 del XIV secolo. I busti del triforio inferiore (per esempio l’autoritratto di Petr Parléř) rappresentano una rarità del genere per la qualità di realizzazione, il realismo ed i motivi, perché, tranne i membri della casa sovrana e i superiori dignitari della Chiesa del regno, raffigurano anche entrambi gli architetti la cattedrale (Matyáš di Arras e Petr Parléř), nonché cinque direttori del cantiere. Questa stima per i propri creatori non è usuale nel Medioevo e ci dimostra il carattere prerinascimentale della corte praghese di Carlo IV. Purtroppo alcune statue sono prive di nasi. Nel 1619 cercarono di danneggiarle i fanatici protestanti che accompagnarono Federico von Pfalz alla sua incoronazione di re boemo.

Nelle singole cappelle del presbiterio si conserva anche una parte della pittura originaria – gli affreschi gotic della seconda metà del Cinquecento: nella Cappella della Santa Croce (Madonna in trono tra gli angeli, i Santi e i donatori), nella Cappella dei Valdštejn (Madonna con i donatori), nella Cappella di Vlašim (Cristo doloroso, Decapitazione di Santa Caterina, S. Adalberto, Battesimo di Santa Ottilia e due ritratti del committente genuflesso – l’arcivescovo Jan Očko di Vlašim) e nella Cappella della Sassonia (Adorazione dei Re Magi).

,  Libor Sváček, archiv Vydavatelství MCU s.r.o.

La Cattedrale sotterranea conserva i resti delle costruzioni più antiche (resti della cripta est dei SS. Cosma e Damiano dell’XI secolo, nonché parti della muratura dell’abside sud e nord della Rotonda di San Vito, fondata già nel 925 da San Venceslao) e una parte delle tombe dei re boemi e delle loro mogli. La tomba reale fu creata alla fine del XVI secolo, sui resti degli edifici romanici del capitolo di San Vito. Il suo aspetto attuale è il risultato delle modifiche di K. Roškot (1928–35): il luogo più prestigioso è per Carlo IV († 1378), ma vi sono seppelliti anche suo figlio Venceslao IV († 1419) con sua moglie Giovanna di Baviera, i re Ladislao Pohrobek (Postumo) († 1457), Giorgio di Poděbrady († 1471) e Rodolfo II († 1612) che riposa nella bara originale in stagno, ricca di decorazioni.

Dopo la morte del geniale Petr Parléř (1399), la costruzione rallentò e, allo scoppio delle guerre ussite (1420), si fermò completamente. Nei secoli seguenti la cattedrale fu soltanto integrata. H. Spiess per esempio costruì per gli Jagelloni l’oratorio reale (1493) in tardo gotico. Durante il governo degli Asburgo fu creato il Mausoleo reale con le tombe di Ferdinando I., Anna e Massimiliano II.

Il barocco è visibile nel sepolcro argentato di Giovanni Nepomuceno (1733–36), progettato da J. E. Fischer di Erlach e realizzato dall’orefice Josef Wuerth. Sotto Maria Teresa furono aggiunte le statue allegoriche e gli angeli (1746).

La Cattedrale fu terminata nel XX secolo. Il compimento della Cattedrale fu gestita da Josef Mocker (fino all’anno 1899) e poi da Kamil Hilbert. La decorazione della cattedrale fu una buona occasione anche per gli artisti moderni cechi. Molto famoso è per esempio il sepolcro del cardinale B. Schwarzenberk (1892–95), per il quale ottenne un riconoscimento internazionale a Parigi nel 1900. Per quanto riguarda le opere moderne, attirerà sicuramente l’attenzione anche l’altare originale in stile liberty, opera dello scultore Fr. Bílek (1899 e 1927) o ad esempio le finestre decorate.